Dalle discipline STEAM all’etica digitale: la vera sfida è formare le nuove competenze necessarie a governare il lavoro di domani. Un dibattito aperto il 14 luglio all’incontro con esperti e imprese “Giovani, lavoro, AI e cooperazione”
I decreti approvati dal Governo in tema di IA rappresentano i primi passi concreti del nostro Paese stimolati dall’AI Act europeo. Ma al di là della struttura burocratica e dei macro-obiettivi che abbiamo esaminato nel precedente articolo, c’è una sfida che più di tutte deciderà l’impatto della tecnologia sulla nostra società ossia quella che si gioca tra i banchi di scuola e le aule universitarie.
Il nodo centrale
Uno dei temi più rilevanti affrontati nei decreti è inevitabilmente quello della scuola. Si tratta probabilmente del nodo centrale dell’intera questione, perché coinvolge più dimensioni contemporaneamente. Da un lato c’è la sfida di integrare l’intelligenza artificiale nei processi di apprendimento e nella didattica; dall’altro c’è la necessità di insegnarla e comprenderla come disciplina e fenomeno sociale. L’IA, infatti, viene ormai considerata da molti come uno dei principali motori dello sviluppo economico e sociale dei prossimi decenni e, chiaramente, non può essere ignorata dal sistema educativo. La scuola sarà dunque uno dei principali laboratori di questo cambiamento. Il decreto prevede che l’intelligenza artificiale generativa entri progressivamente nei percorsi formativi non più come uno strumento da guardare con sospetto, ma come una risorsa didattica da comprendere, utilizzare e valutare criticamente.
Particolare attenzione sarà dedicata all’educazione civica digitale, che verrà rafforzata attraverso l’approfondimento degli aspetti etici legati all’uso delle tecnologie. Quando si parla di etica, però, non ci si riferisce soltanto a principi astratti. Si tratta piuttosto di comprendere in modo concreto le conseguenze e i limiti attuali dell’intelligenza artificiale, partendo dalla diffusione di contenuti falsi o allucinati al tema della proprietà intellettuale, dall’utilizzo dei dati personali all’interno delle piattaforme fino alla scarsa consapevolezza che spesso accompagna la condivisione di informazioni sensibili online. Senza dimenticare le questioni legate alla personalizzazione degli algoritmi e alla loro capacità di influenzare comportamenti, opinioni e scelte.
Spinta sulle competenze STEAM
Grande attenzione viene inoltre riservata alla diffusione delle competenze STEAM, che integrano scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, con l’obiettivo di accompagnare gli studenti verso percorsi formativi e professionali coerenti con le trasformazioni tecnologiche in corso.
Anche il sistema universitario e gli ITS Academy saranno chiamati a ripensare la propria offerta formativa. I corsi scientifici e tecnologici dovranno integrare insegnamenti giuridici ed etici per consentire ai futuri sviluppatori di comprendere le conseguenze sociali degli algoritmi che progettano. Parallelamente, le facoltà economiche, umanistiche e giuridiche introdurranno moduli tecnici dedicati all’interpretazione, alla verifica e alla valutazione degli strumenti di intelligenza artificiale. La riforma coinvolgerà l’intero sistema dell’alta formazione, compreso il settore AFAM dedicato alle arti, alla musica e al design. La sfida è evitare che l’intelligenza artificiale resti patrimonio esclusivo di una ristretta élite di specialisti, trasformandola invece in una competenza diffusa.
Investimenti sul personale e visioni future
Per sostenere questa trasformazione il Governo ha stanziato 100 milioni di euro, destinati in larga parte alla formazione del personale scolastico che deve essere in grado di maneggiare l’intelligenza artificiale e portare i bambini e ragazzi ad un rapporto sano e consapevole di questo strumento tecnologico.
Proprio questi temi, cruciali per il futuro normativo ed economico del Paese, saranno al centro del nostro prossimo incontro “Giovani, lavoro, AI e cooperazione: chi governa il valore nelle organizzazioni che cambiano”, in programma il 14 luglio. In questa occasione, esperti e professionisti del settore si confronteranno su come l’ingresso delle nuove competenze nel mercato occupazionale stia aprendo interrogativi complessi sul ruolo dell’automazione all’interno delle aziende e della società.
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Fonte: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 177, 10 Giugno 2026